Fare Amicizia con le Emozioni

Le emozioni sono reazioni innate ed automatiche che il nostro organismo utilizza per far fronte agli stimoli reputati potenzialmente pericolosi per la sopravvivenza. Le informazioni che ci colpiscono dall’ambiente esterno (ma anche da quello interno come ad esempio dolore, variazioni di temperatura, febbre, ecc.) generano una situazione di allarme tale da stimolare il cervello, affinché si attivi molto velocemente per mettere in atto le risorse più idonee a rendere il corpo pronto alla reazione.

 

 

Hanno anche la funzione di comunicare ai nostri simili quello che stiamo provando e avvertirli di quale sarà la nostra probabile reazione. Charles Darwin, già nel 1872, per primo studiò le espressioni facciali che automaticamente modificano il volto e la postura a seconda dello stato emotivo vissuto e scoprì che non solo erano le medesime in tutte le culture del mondo ma addirittura erano le stesse negli animali.

 

 

Le convenzioni sociali hanno poi cercato dei sistemi per renderne “civile” la piena espressione ad esempio utilizzando regole di “buona educazione” e acculturazione. Oggi ai bambini viene spesso rimproverato il pianto o la rabbia o la tristezza in quanto poco accettabili o poco gradite, creando quindi notevole confusione. Quasi come se fossero disdicevoli le emozioni invece che il loro agire incontrollato.

 

 

Sono parecchie le possibilità di fare la pace con le nostre emozioni. Prima di tutto occorre ritrovarne il lessico che purtroppo, spesso, è andato perduto o si è impoverito. Spesso stiamo male ma non sappiamo definire cosa procuri disagio e perché, spesso non sappiamo dare un nome a quel che proviamo. Può capitare, addirittura, che quello che ci agita e che non capiamo ci spaventi.

 

 

A Punto e a Capo, grazie alla Psicologia, al Counseling , ai Fiori di Bach e alle due serie di incontri di “Viaggio alla ricerca di… e de “Gli amici di Edward”, potremo scoprire che se è vero che le emozioni sono inevitabili, esse non sono necessariamente pericolose, che non siamo “cattivi” solo per il fatto che le proviamo, bensì che esse sono la naturale espressione della nostra vita. Scopriremo che hanno un nome e, se impareremo a conoscerle e a fare amicizia con loro, capiremo che possono essere preziose alleate. Sarà più semplice a questo punto imparare a gestirle e a non farci necessariamente travolgere da esse.

 

 

In questa ricerca non ci dimenticheremo certo dei nostri amici a 4 zampe, anzi cercheremo di essere d’aiuto anche a loro e ai loro custodi umani per un vivere comune più armonioso e complice.